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🇪🇺 VENARIA CITTÀ EUROPEA

🇪🇺 VENARIA CITTÀ EUROPEA

La propaganda spesso racconta di un’Unione Europea “che non fa abbastanza per noi”, per l’Italia e per i suoi cittadini.

Noi vogliamo andare controcorrente e vogliamo ribadire l’importanza dell’UE soprattutto in un periodo in cui c’è un forte euroscetticismo.

L’Italia, infatti, è il paese che meno utilizza i fondi messi a disposizione dalle istituzioni comunitarie. Stiamo parlando di milioni di euro a favore di enti locali e imprese per progetti di crescita e sviluppo, un patrimonio inaccessibile a causa della nostra incapacità di progettare e pianificare.

👉 Questo stato di cose deve cambiare.

🇪🇺 E la proposta di un Ufficio Europa va in questa direzione: un organo tecnico che si occupi di redigere bandi e programmi e di informare i cittadini su tutte le opportunità e i progetti finanziati e promossi dall’UE, in particolare per quanto riguarda l’ambito del lavoro e della formazione professionale.

Oltre la retorica, progetti concreti a favore della crescita e dello sviluppo della nostra comunità e dei suoi cittadini.
#venariaseitu

LA VENARIA DEL FUTURO, LA VENARIA DEI GIOVANI

LA VENARIA DEL FUTURO, LA VENARIA DEI GIOVANI

Il progetto che abbiamo in mente per il futuro di Venaria deve basarsi sui giovani, le cui richieste sono state per troppi anni ignorate o assecondate con tante parole ma ben pochi fatti.

Nel corso degli anni, tantissimi venariesi sono stati costretti a rivolgersi a Torino per le loro esigenze quotidiane, per studiare, lavorare o per passare una serata in compagnia.

A Venaria le risorse e i luoghi per offrire servizi “a misura di giovani” non mancano. Spetta a noi promuovere spazi, eventi e iniziative.

📚 Offrire aule studio e luoghi di aggregazione, potenziando anche il ruolo della Biblioteca Civica, diventata punto di riferimento per tanti studenti venariesi.

🏐⚽🏀 Molto sentito è poi il tema degli spazi in cui praticare sport, tra cui il Parco Salvo d’Acquisto, che deve diventare un autentico polo sportivo a cielo aperto e al servizio della comunità.

📣 Ascoltare la voce dei giovani e delle associazioni giovanili, poi, sarà la nostra priorità come Amministrazione, ridando spolvero alla Consulta dei Giovani e potenziando il ruolo della Factory e dell’Informagiovani per stage e percorsi formativi.

Impegni concreti e progetti realizzabili: il futuro di Venaria dipende da noi.
#venariaseitu

Anziani e Giovani la vera forza è la solidarietà

Anziani e Giovani la vera forza è la solidarietà

Il Coronavirus ha cambiato la vita di ognuno di noi, anche a coloro che pensavano di aver ormai visto tutto: Gli anziani.

Durante questo periodo sia della fase 1 che della fase 2 la solitudine ha preso il sopravvento, poiché pazientemente si aspetta segregati in casa sperando che passi il contagio visto che questo tremendo virus colpisce in gran parte proprio loro. Non ci si fida dunque ad uscire di casa, non si socializza come si faceva un tempo e tutto questo non può che deprimere loro stessi sentendosi più impotenti di tutti quanti.

Un grosso ostacolo per molti l’informatizzazione: Sempre più diffusa ma pochissimo utilizzata dalle persone in età avanzata, che rende difficile se non impossibile in alcuni casi, qualsiasi procedura: basti pensare che per esempio un semplice pagamento di un bollettino potrebbe diventare dispendioso, comporterebbe lunghe code al tabaccaio con tutti i rischi del caso. È vero che ci sono le banche online o le app che agevolano tutto questo, ma molto spesso non si hanno gli strumenti per farlo o le nozioni adatte. Ecco che le generazioni più giovani devono arrivare in loro soccorso, creando una sinergia tra una generazione ed un’altra, perché la passione civile che ci anima, ci spinge ogni giorno a ricominciare a costruire un pezzo dopo l’altro la nostra comunità per i giorni futuri fino al momento della fase 3 ancora così lontana.

Lodevoli le decisioni di alcuni giovani volontari che già dalla prima fase si erano attivati affinché i nostri anziani non restassero soli, aiutandoli per esempio nella consegna della spesa, una bellissima solidarietà che ci auspichiamo continui anche al termine dell’emergenza.

Nessuno deve restare indietro, la vera forza di questa emergenza si chiama SOLIDARIETÀ.

SCUOLA: L’esperienza ci insegna a crearci un’opportunità dalla crisi che si affronta

SCUOLA: L’esperienza ci insegna a crearci un’opportunità dalla crisi che si affronta

Siamo consapevoli di dover purtroppo convivere con il virus quindi come è cambiata la nostra quotidianità, di conseguenza cambierà anche la scuola.

L’istruzione si tratta di un diritto rimasto per ora “sospeso” o meglio non perfettamente garantito.

Ci siamo resi conto che le lezioni a distanza non hanno sempre funzionato correttamente, poiché siamo in un paese con una bassa percentuale di informatizzazione, ed è per questo che il Governo ha stanziato 160 milioni destinati all’acquisto di computer, tablet e connettività per bambini e ragazzi in difficoltà. Insomma, si cerca di non lasciare nessuno indietro o che nessuno venga escluso dal diritto fondamentale di istruirsi.

Per il futuro della scuola si prospettano diversi scenari: “didattica mista”, fatta di alcune ore in classe e altre a casa, quindi a distanza che potrebbe essere una soluzione adeguata per i ragazzi più grandi, mentre per i più piccoli si cerca un’altra via, che passi anzitutto dall’ampliamento dell’offerta formativa.

Le classi andranno divise in gruppi per garantire il distanziamento e la sicurezza, ma questi gruppi potranno svolgere a giorni alterni attività diverse, con una maggiore attenzione ad esempio allo sport, alla musica, all’arte e alle tante attività, anche di creazione digitale, che hanno un importantissimo risvolto educativo e che oggi trovano troppo poco spazio nei curricula scolastici.

Bisogna decisamente investire sulla cultura coinvolgendo gli enti locali, rappresentanze sindacali, famiglie e terzo settore. Cerchiamo di trovare da questa situazione un’opportunità: Non sarà la via più semplice o la meno costosa, ma l’educazione scolastica è una priorità perciò impegniamoci tutti quanti per dare una svolta all’intero sistema.

Buona Pasqua

Buona Pasqua

Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta.” Kahlil Gibran

Buona Pasqua a tutti voi, un pensiero speciale a chi in queste giornate di festa sarà in prima linea e a chi in questo momento sta lottando per sopravvivere.
#restiamoacasa🐣 #Pasqua2020 #andràtuttobene

Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

ll 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.

In questi anni ci sono state tantissime iniziative in tutto il mondo per cercare di richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con autismo. Ma quest’anno è decisamente diverso: La vita di tutti noi è stata investita dallo tsunami che porta il nome coronavirus.

Il mondo dell’autismo è ancora tutto da esplorare, ancora oggi non si sanno bene quali siano i limiti e a quali servizi sociali rivolgersi, tenuto conto che rispetto ad altri handicap molto spesso non ci si sa come comportare.

Tutte le persone con disabilità intellettiva hanno dovuto subire, dall’oggi al domani, un cambiamento di routine, senza capire perché o poter essere accompagnate in questo momento. Tutto ciò, ha generato in loro un gravissimo senso di disagio e frustrazione. Parliamo di una situazione drammatica. L’educazione di un bambino con autismo comporta un lavoro intensivo e qualificato, che richiede una preparazione puntuale, un percorso lungo ed estenuante e la mancanza di continuità rischia di vanificare il lavoro di abilitazione fatto.

Per i soggetti più grandi, che ancora vanno a scuola o sono inseriti in dei centri o in attività di vita indipendente, si interrompe quella quotidianità, quella routine, quel contatto con i compagni, con le educatrici, essenziale per la socialità e l’integrazione. Il carico di questa disabilità invalidante sta esaurendo le famiglie che aggiungono lo stress dell’emergenza a tormenti presenti quotidianamente, da sempre. Tra le paure più pesanti, la possibilità di ammalarsi e ritrovarsi in ospedale con il dramma di chi possa seguire il proprio figlio o figlia o, ancora peggio, vedere ricoverato il ragazzo disabile.

In questo 2 aprile, c’è quindi poco da celebrare.

Nel momento in cui si spegneranno le luci ed i palloncini blu saranno volati via, il successo sarà decretato dall’aver raggiunto dei progressi attraverso iniziative concrete e in grado di fornire nuovi servizi, interventi sanitari necessari, nuovi spazi, luoghi e ambienti idonei ad una integrazione reale, concreta e civile.

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