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Il Coronavirus ha cambiato la vita di ognuno di noi, anche a coloro che pensavano di aver ormai visto tutto: Gli anziani.

Durante questo periodo sia della fase 1 che della fase 2 la solitudine ha preso il sopravvento, poiché pazientemente si aspetta segregati in casa sperando che passi il contagio visto che questo tremendo virus colpisce in gran parte proprio loro. Non ci si fida dunque ad uscire di casa, non si socializza come si faceva un tempo e tutto questo non può che deprimere loro stessi sentendosi più impotenti di tutti quanti.

Un grosso ostacolo per molti l’informatizzazione: Sempre più diffusa ma pochissimo utilizzata dalle persone in età avanzata, che rende difficile se non impossibile in alcuni casi, qualsiasi procedura: basti pensare che per esempio un semplice pagamento di un bollettino potrebbe diventare dispendioso, comporterebbe lunghe code al tabaccaio con tutti i rischi del caso. È vero che ci sono le banche online o le app che agevolano tutto questo, ma molto spesso non si hanno gli strumenti per farlo o le nozioni adatte. Ecco che le generazioni più giovani devono arrivare in loro soccorso, creando una sinergia tra una generazione ed un’altra, perché la passione civile che ci anima, ci spinge ogni giorno a ricominciare a costruire un pezzo dopo l’altro la nostra comunità per i giorni futuri fino al momento della fase 3 ancora così lontana.

Lodevoli le decisioni di alcuni giovani volontari che già dalla prima fase si erano attivati affinché i nostri anziani non restassero soli, aiutandoli per esempio nella consegna della spesa, una bellissima solidarietà che ci auspichiamo continui anche al termine dell’emergenza.

Nessuno deve restare indietro, la vera forza di questa emergenza si chiama SOLIDARIETÀ.

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