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Siamo consapevoli di dover purtroppo convivere con il virus quindi come è cambiata la nostra quotidianità, di conseguenza cambierà anche la scuola.

L’istruzione si tratta di un diritto rimasto per ora “sospeso” o meglio non perfettamente garantito.

Ci siamo resi conto che le lezioni a distanza non hanno sempre funzionato correttamente, poiché siamo in un paese con una bassa percentuale di informatizzazione, ed è per questo che il Governo ha stanziato 160 milioni destinati all’acquisto di computer, tablet e connettività per bambini e ragazzi in difficoltà. Insomma, si cerca di non lasciare nessuno indietro o che nessuno venga escluso dal diritto fondamentale di istruirsi.

Per il futuro della scuola si prospettano diversi scenari: “didattica mista”, fatta di alcune ore in classe e altre a casa, quindi a distanza che potrebbe essere una soluzione adeguata per i ragazzi più grandi, mentre per i più piccoli si cerca un’altra via, che passi anzitutto dall’ampliamento dell’offerta formativa.

Le classi andranno divise in gruppi per garantire il distanziamento e la sicurezza, ma questi gruppi potranno svolgere a giorni alterni attività diverse, con una maggiore attenzione ad esempio allo sport, alla musica, all’arte e alle tante attività, anche di creazione digitale, che hanno un importantissimo risvolto educativo e che oggi trovano troppo poco spazio nei curricula scolastici.

Bisogna decisamente investire sulla cultura coinvolgendo gli enti locali, rappresentanze sindacali, famiglie e terzo settore. Cerchiamo di trovare da questa situazione un’opportunità: Non sarà la via più semplice o la meno costosa, ma l’educazione scolastica è una priorità perciò impegniamoci tutti quanti per dare una svolta all’intero sistema.

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